Nuovo MXR "Il Torino"

La Eko Music Group è orgogliosa di presentare un nuovo prodotto MXR a cui ha partecipato attivamente un tecnico italiano: Carlo Sorasio della LAA CUSTOM, azienda produttrice di pedali ed amplificatori di boutique.
Da questa collaborazione è nato Il Torino, un pedale overdrive dalla notevole versatilità che si adatta a qualsiasi chitarrista grazie alla sua trasparenza.
L’Overdrive "il Torino" utilizza la tecnologia MOSFET per ricreare la struttura del guadagno di preamplificatori valvolari classici, restituendo uno suono dolce, caldo, con una saturazione molto reattiva e una calda compressione naturale. La sezione di EQ. a 3 bande permettere di modellare con precisione il proprio suono.
L’interruttore BOOST/OD permette di passare da una modalità Boost più pulita con la giusta quantità di compressione alla modalità OD più aggressiva, con un suono più valvolare. Il tutto viene fornito in una robusta scatola MXR con tutte le prese ed interruttori di altissima qualità.
Vai alla scheda prodotto - Il Torino

Sotto, il video di presentazione di questo fantastico overdrive e l'intervista esclusiva a Carlo Sorasio che ha risposto ad alcune nostre domande.

Intervista a Carlo Sorasio

Come è nata la tua passione per la produzione di amplificatori e stompboxes?
All'inizio ho iniziato a costruire i primi pedali per me, si parla dei primi anni 2000 quando in rete incominciavano a spuntare i primi pedali modificati da Keeley & co. All'inizio si trovavano le specifiche di queste modifiche e ho provato a metterle in pratica.
A quei tempi non avevo idea di cosa stessi facendo e quindi usavo l'unico strumento che avevo a disposizione, l'orecchio e le prove sul campo.
Il passaggio agli amplificatori è avvenuto poco dopo, quando preso da un momento di pazzia ho completamente smontato il mio vecchio JCM800 split channel che continuava a rompersi per ricostruirlo. Contemporaneamente avevo iniziato gli studi in ingegneria meccanica, dove ho iniziato a frequentare la biblioteca del Politecnico, cercando i vecchi testi di elettronica in cui si trovava ancora qualche accenno alle valvole e ho iniziato a frequentare una persona che ha passato la sua vita a riparare, rigenerare e restaurare le vecchie radio valvolari.
Da lui ho appreso le basi e a conoscere i diversi componenti, non ho mai approfondito il funzionamento delle radio in sé e ancora ricordo con affetto le litigate quando gli portavo i miei primi schemi, schemi che per lui erano tutti sbagliati perché distorcevano!
Il resto è frutto della curiosità e di innumerevoli ore passate a provare, testare, smontare e cercare di capire le tecnologie oramai in disuso che si nascondono dietro gli strumenti musicali.
Negli anni ho approfondito innumerevoli argomenti, come i trasformatori di alimentazione e di uscita, il progetto delle schede elettroniche, il disegno delle lamiere e gli elementi di falegnameria. Tutte competenze indispensabili per poter fare questo lavoro e che mi permettono di poter seguire ogni singolo passo del progetto dei miei prodotti.

Come è nata la collaborazione con Dunlop?
Per questo devo ringraziare un carissimo amico e collaboratore: Stevie Salas. Ci siamo incontrati diversi anni fa durante un suo concerto a Torino, ero li per caso per fornire un servizio di supporto e avevo un amplificatore sul palco. Lui aveva un suo amplificatore ma ha voluto comunque provare quello che gli proponevo. Il resto è oramai storia, il suo amplificatore non è stato acceso né quella sera né le sere seguenti del tour. Mi ha introdotto lui a Jimi Dunlop, con qui sono amici da tantissimi anni. Ci siamo incontrati a Londra nel 2012 dove abbiamo provato alcuni effetti e abbiamo gettato le basi di questa collaborazione. In quel momento i tempi non erano ancora maturi, il progetto Custom Shop MXR era appena abbozzato. Ho inviato il prototipo di quello che sarebbe diventato IL TORINO OVERDRIVE durante l'estate del 2013 e ci abbiamo lavorato su per un anno intero.

Com'è lavorare in sinergia con i tecnici MXR? Hai trovato delle difficoltà?
Difficoltà nessuna, anzi sono stato accolto e inserito con una naturalezza unica. All'inizio immaginavo difficoltà, più che altro dovute alla mia suggestione. Ero intimorito e controllavo ogni cosa 10 volte prima di inviare un email o uno sviluppo del progetto. Ma in pochissimo tempo ho capito che ero in contatto con professionisti di altissimo livello ma anche con persone estremamente disponibili e assolutamente deliziose.
Lo sviluppo è avvenuto in un clima fantastico di collaborazione e dialogo.

Cosa differenzia "Il Torino" nell'attuale mercato saturo di overdrive e distorsori?
Questo progetto è la sintesi di un mio personale percorso che mi ha portato a capire che per realizzare qualcosa che sia davvero diverso e di ampio respiro deve essere assolutamente semplice. Ci deve essere la possibilità per l'utente finale di trovare nel pedale il suono che ha in mente. Per questo il pedale è molto trasparente e con poca compressione. Queste due caratteristiche permettono di far uscire il tocco del singolo chitarrista. Durante la fase di sviluppo i prototipi sono stati provati da alcuni chitarristi e ho potuto verificare di persona come ciascuno si intrefacciava e otteneva risultati molto diversi a parità di strumentazione. Ciascuno trovava il proprio suono.

La versatilità è una caratteristica presente in tutti i prodotti della LAA CUSTOM, anche "il Torino" ingloba questa caratteristica?
Assolutamente sì. E' un pedale molto trasparente che distorce non solo in rapporto alla posizione del controllo di gain ma anche alla chitarra usata e all'intenzione di chi suona, questo associato all'equalizzatore a tre bande e la doppia modalità OD/Boost crea una tavolozza di colori molto estesa.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Mi sto focalizzando su alcuni amplificatori e sullo sviluppo di alcuni devices per aiutare il chitarrista nella gestione dei propri suoni. Sto anche lavorando ad un cavo di segnale.

"Clone maker: fuck off!", cosa puoi dirci di questo tuo slogan?
Semplicemente che ho sempre cercato di sviluppare i miei prodotti senza copiare e riproporre prodotti altrui. Questo non significa assolutamente che non conosco cosa fa la concorrenza, anzi, il reverse engineering è e resterà parte integrante dei miei studi.
Aggiornarsi e capire le soluzioni tecniche di altri progettisti è fondamentale per accrescere la propria esperienza. L'importante è assimilare più informazioni possibile per poi sviluppare una propria voce.

Hai mai copiato il circuito qualche pedale MXR per fare pratica?
Beh sicuramente si! Il Distorion Plus e il Phase 100 sono due pedali sui quali ho studiato tanto anche se non sono mai finiti nella mia produzione.

Quali consigli vuoi dare a chi vuole come te lavorare nella produzione di amplificatori ed effetti?
Non è facile, il mercato è saturo di ottimi produttori e tecnici capaci. Curare i dettagli, approfondire gli studi e le esperienze in moltissimi campi.
La pura teoria è utile ma non sufficiente per sviluppare un prodotto musicale. L'esperienza diretta è fondamentale, questa si accumula in anni di gavetta, errori e ancora errori.
Circondarsi di persone capaci di testare sul campo i tuoi prototipi portandoti feedback e di seguirne i consigli.
Di essere umili e di non sentirsi mai arrivati, ci sarà sempre qualcuno che ne sa più di te e da quel qualcuno ci sarà da imparare.

Carlo Sorasio nel suo laboratorio

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