Focusrite: Il Preamplificatore Microfonico RedNet

Riunendo decenni di esperienza nel settore dei preamplificatori microfonici, l’ultima innovazione Focusrite è il preamplificatore RedNet –  un condensatore free design a controllo remoto, DC coupled, che si è rivelato il pre con le sonorità più aperte, trasparenti e naturali che Focusrite abbia mai prodotto.

Impiegando tecniche che raramente si sono viste al di fuori dei rarefatti scenari dell’audiofilia, il nuovo preamp RedNet Focusrite offre una nuova generazione di qualità sonora per qualsiasi applicazione di registrazione audio moderna.

Simon Jones, progettista RedNet, ha spiegato a Richard Elen tutta la tecnologia che c’è dietro questo preamplificatore…

 

Progettazione del Preamplificatore

C’è una nuova implementazione dei circuiti intorno all’op-amp – nuova, almeno, nell’audio professionale. “C’è in pratica un servomeccanismo di correzione DC attorno al blocco del gain”, dice Simon, “in modo da non sviluppare DC offset quando aumentate il gain, per esempio”. Ogni amplificatore, per quanto di elevata qualità sia, genererà DC offset. Se il DC offset è presente nell’ingresso di un amplificatore, sarà molto più grande all'uscita. L'idea del servomeccanismo è cercare di, applicando un offset  adeguato al livello del gain all'ingresso, correggere lo scostamento esistente sull'uscita.

In concomitanza con questo, quasi tutto il percorso del segnale è DC-coupled. L'unico accoppiamento AC nell'intero percorso tra l'ingresso e l'ADC è presente proprio sull'ingresso stesso, una caratteristica che serve esclusivamente per bloccare l'alimentazione phantom dal segnale di ingresso. Oltre a facilitare il servomeccanismo DC, questo aiuta anche a mantenere il percorso del segnale con un suono il più possibile pulito e aperto. I servomeccanismi ed il DC-coupling non sono d’uso comune come nella maggior parte delle apparecchiature audio professionali; sono tecniche più comuni per i dispositivi di audiofilia di fascia alta. Ma sono le tecniche come queste che contribuiscono a dare al preamplificatore microfonico RedNet un suono unico e caratteristico, aperto e trasparente.

Il circuito di condizionamento del segnale in ingresso in RedNet è un classico progetto Focusrite Transformerless, che assicura la massima pulizia del suono. Il fatto che l'impedenza di carico di un microfono possa influenzare notevolmente quello che è un territorio estremamente familiare per Focusrite - grazie ad anni di esperienza con la gamma ISA ed altri progetti come in questo caso il preamplificatore microfonico RedNet - ha fatto sì che il carico microfonico sia stato scelto sulla base di questa esperienza per dare un bilanciamento sonoro neutro su una vasta gamma di microfoni.

Nel complesso, l'intenzione che c’era dietro il progetto di Simon per il preamplificatore RedNet è facilmente riassunta. è, come dice lui, “tranquillo, pulito e flessibile”. Questo progetto è il risultato di un approccio di sistema basato sull’esperienza Focusrite. “Sappiamo come costruire i preamplificatori microfonici perchè li facciamo da decenni”, dice Simon, “e sappiamo anche come realizzare una buona conversione”.

 

Controllo del Gain

Essendo RedNet un sistema di rete, è essenziale che il preamplificatore possa essere controllato a distanza. Ci sono alcune considerazioni importanti da fare relativamente al controllo in remoto di un preamplificatore.

Primo, avete intenzione di farlo da soli - cioè controllare separatamente tutta la procedura gain da soli; secondo, quanto deve essere limitata la procedura gain; e, infine, il vostro sistema è in grado di offrirvi la possibilità di modificare il gain senza rumori? Risolviamo prima quest'ultima questione. Ci sono due modi per ridurre il rumore durante le modifiche del gain: potrete solo apportare modifiche zero-crossings, o effettuare variazioni di gain molto piccole.

Il rilevamento dello zero-crossing in genere funziona molto bene per eludere il rumore generato durante le variazioni di gain. “Il problema più grande che abbiamo come progettisti con qualsiasi stadio di guadagno a controllo digitale, è che le persone saranno sempre in ascolto di clic e altri disturbi, quando non c'è segnale”, dice Simon, “che non è un test corretto”. Il rilevamento zero-crossing agisce cambiando il gain quando il segnale passa a zero volt, all'interno di una banda di tolleranza di circa +/- 5mV. Il problema è che se non vi è alcun segnale, nulla uscirà dalla banda di tolleranza. Ci possono anche essere DC offset che bloccano il raggiungimento del punto zero-crossing quando non c'è segnale.

Di conseguenza, deve esserci un sistema di rilevamento time-out che sostanzialmente modifichi il gain indipendentemente dal fatto che lo zero crossing non venga raggiunto entro un certo periodo. Quello che la gente avverte variando il gain in assenza di segnale, è il sistema che viene forzato a modificare il gain dopo il periodo di time out – perché non c’è segnale. Non è un test corretto. Un test migliore consiste nel far passare un segnale relativamente basso, aumentare il gain e successivamente ascoltare. In realtà, nella maggior parte dei casi in cui si desidera variare il gain di un preamplificatore microfonico (al contrario di un fader) sarà presente una grande quantità di segnale (forse dovrete diminuire il gain di un paio di dB) ed è a questo punto che lo zero crossing funziona perfettamente.

Gli amplificatori con gain controllato in remoto sono disponibili con questo tipo di approccio, e quello utilizzato per RedNet è fornito da That’s (meglio conosciuta come la società che ha rilevato la produzione dei chip dbx). Trattasi di una soluzione a due chip: il componente per il controllo gain è gestito da un 5171, mentre l’amplificatore operazionale è un 1570.

Dopo aver effettuato vari test di ascolto, Simon è giunto alla conclusione che l’approccio zero-crossing fornisce il più naturale controllo gain per RedNet, con un suono “molto più simile al controllo analogico che agli step discreti."

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