DeProducers: musica tra le stelle

DeProducers fondamentalmente è questo, una bella idea, nata da Vittorio Cosma, che ha chiamato a collaborare a questo progetto musicisti-produttori che stima, per lavorare insieme e costruire una “cosa” che non c’era. È nato un album, “Planetario”.

Adesso questa “cosa” è diventata uno show dal vivo, presentato nei giorni scorsi a Modena, Teatro Comunale L. Pavarotti.

Titolo: “Planetario – Musica per conferenze spaziali”, con Vittorio Cosma (pianoforte, Hammond, synth, chitarra), Gianni Maroccolo (basso, electronics), Riccardo Sinigaglia (chitarra, electronics, voce), Max Casacci (chitarre) e Dodo ‘Nkishi (batteria), Fabio Peri (voce recitante).

I quattro scherzano: “Peri è il nostro Freddie Mercury”, il frontman della situazione. In realtà il prof. Fabio Peri è un astrofisico, direttore del Civico Planetario Ulrico  Hoepli di Milano, dove tiene conferenze. Meraviglia del planetario: stai seduto, nell’oscurità, alzi gli occhi verso la cupola e scruti la volta celeste, in visita guidata. Un’esperienza bellissima.

Cosma è partito da qui, per fare musica (strumentale), libera da forme, e raccontare il cosmo, le costellazioni, la nascita di una stella, per cui il prof. Peri tra un brano e l’altro di questo concerto-spettacolo fa esattamente l’astrofisico, con l’ausilio di proiezioni; su un solo brano musicale, “Travelling”, divenuto anche il primo video tratto dall’album, ci parla sopra, vera voce recitante. Musica per conferenze spaziali, appunto: un connubio tra musica e scienza, giustamente rigoroso, ma facile, del tutto accessibile. Prima non c’era, adesso c’è.

Singolare il progetto, singolarissimo anche il set, disegnato da Peter Bottazzi: la scenografia consiste in un grande piano inclinato, superficie sulla quale si può anche proiettare immagini, all’interno della quale sono posizionati, in cinque piccole postazioni, i musicisti. Fermi lì, non si possono muovere.

Alle loro spalle, superfici verticali, per proiezioni, una passerella in alto, percorsa da Peri.

È diverso da tutto quello che siamo abituati a vedere, è appena nato, deve girare. Si conclude con una cover singolare di “Figli delle stelle”, praticamente acustica, priva della frase chitarristica di Graydon, cantata da Riccardo Sinigaglia, giusta per l’atmosfera un po’ sospesa creata da “Planetario”.

(Tratto da Suoni e Strumenti. Si ringrazia Tecniche Nuove S.p.a.)

Vittorio Cosma e' Endorser per Eko Music Group di Icon e Korg.

Condividi:
Loading