AMARI

Gli Amari nascono nel 1996. Nascono dall’idea malsana di Pasta e Dariella di vedere cosa potevano ricavare dall’hip hop se lo tormentavano un po’. Con un campionatore e parecchio spleen adolescenziale, i due iniziano una gavetta fatta di cassettine e concerti: funziona, si fanno un po’ conoscere e stringono amicizia con i 21, con i quali nel 1999 pubblicano “Il Contingente”, sguardo cattivello sull’hip hop. Ma i due non ce la fanno ad accontentarsi, e introducono nella band Cero, bassista convinto di suonare il violino e, dall’esperienza del Contingente, recuperano il dj H.C.Rebel. Così, a quattro, ricominciano a fare altro. Ne viene fuori un miscuglio di rock, psichedelia, hip hop deviato il tutto spacciato per semplice rap.

Vincono Arezzo Wave del 2000 e suonano tra le band emergenti al festival a luglio. Ad agosto pubblicano su Riotmaker il frutto di questo anno di sound, “Corporali”: si scopre che dentro c’è l’elettronica e pure il post-rock, ed un sacco di gastrite. Lo staff di Arezzo Wave decide di prenderli sotto la propria ala e li riporta in studio per pubblicare nuovo materiale.

Si parte nel 2001 con “Guida Verde e.p.”, tre brani che fanno ricordare agli Amari che sanno anche scrivere canzoni pop, e si continua con la conferma l’anno successivo di questa teoria tramite la pubblicazione di “Apotheke”, nove brani con tanti tanti ritornelli. E oltre al rap spuntano le chitarre. E poi,come sempre, ancora concerti. E la banda non ce la fa più a sentirsi così sola: decide di chiamare altri amici sul palco. Arrivano Marcopiano alle chitarre e tastiere e Carletto Baracus alla batteria. E i live degli Amari diventano indie-rock. Ma il rap?

Torna nel 2003 nel loro album più sperimentale, “Gamera”. Un miscuglio forsennato di schegge, schizzi, spruzzi di qualsiasi cosa. Il disco ottiene un ottimo successo di critica e pubblico, alimentato da parecchie date in giro per lo stivale.

27 settembre 2005: gli Amari pubblicano il loro disco più ambizioso, “Grand Master Mogol”, un insieme perfetto di melodie pop e sperimentazioni che piacciono tanto a gente magra con gli occhiali. Un disco così fastidiosamente piacevole ed emozionante che quasi ci preoccupa farlo sentire alla gente. Da Grand Master Mogol vengono estratti tre videoclip (tutti in rotazione sui principali network) che li portano a farsi conoscere ad un pubblico sempre piu vasto, e a vederli di nuovo richiesti in tutti i locali della penisola: passeranno il successivo anno e mezzo in tour in ogni dove, scrivendo il nuovo disco in furgone e nelle solitarie camere d’albergo di provincia, come la tradizione vuole.

12 Ottobre 2007: Distribuito da Warner music Italia, esce finalmente Scimmie d’Amore, quello che la band ama definire “il loro black album”. Copertina nera e l’amore come filo conduttore di tutti i testi, si parla di disco della maturità, dobbiamo crederci? Il primo estratto dal disco è “Le gite fuori porta” con il video realizzato dai BonsaiNinja in cui compaiono tutti i loro amici vicini e lontani, Frankie Hi-Nrg, Syria, Diegone (Medusa / Anti Anti), Crookers, Nikki (Radio Deejay) a dar vita a delle improbabili bande cittadine; gli Amari non si fermano, e continua il loro tour, dopo la prima tranche di presentazione del disco (Novembre e Dicembre) rieccoli di nuovo sul set di un nuovo video, questa volta è la volta di “30 anni che non ci vediamo” per la regia di DanXzen. La band, con l’aiuto del nuovo sponsor “tecnico” Emerica realizza un video interamente in stop motion, 5 giorni e 5 notti di riprese fra schizzi di colore e giochi di luce.

Nella primavera del 2008 la band comincia una nuova attività parallela, si dedicano infatti alla loro altra grande passione, remixare altre band e proporsi come dj suonando gli stessi remix. Il tutto va sotto il nome di Amari Night Members Club, e riceve ottimi consensi su blog internazionali; remixano, fra gli altri: Settlefish, Disco Drive, Mendetz, My Awesome Mixtape, The Tough Alliance, Thieves Like Us, Grand National.

I prodotti AKAI usati da gli AMARI:

AKAI AMPC1000

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